La Storia del nuoto

La storia del nuoto inizia in epoca antica. Si presume che siano stati i cacciatori i primi uomini che impararono a non affogare, iniziando così a sviluppare la capacità di tenersi a galla ed in seguito nuotare, per attraversare corsi d’acqua. La necessità di cacciare per rimanere in vita era certamente una buona ragione per imparare a nuotare! Esistono disegni risalenti all’Età della Pietra, trovati in quella che è stata chiamata la “Caverna dei nuotatori“, nei pressi di Wadi Sora, nell’Egitto sud-occidentale. Ma per quanto riguarda le notizie scritte, possiamo risalire fino al II millennio a.C., con il Gilgamesh, l’Iliade, l’Odissea, la Bibbia (Ezechiele 47:5, Atti 27:42, Isaia 25:11).

Tra i greci ed i romani il nuoto era pratica diffusa, cui era attribuita considerevole importanza ai fini dell’educazione(non solo fisica!) dei giovani: da questo punto di vista i romani anticiparono il generale giudizio che la medicina moderna conferisce al nuoto: un esercizio completo, utile ad uno sviluppo fisico equilibrato. In Grecia non era praticato a livello agonistico: non figurò mai nei programmi dei Giochi Olimpici, mentre nel mondo romano le fonti ci parlano di gare organizzate già nel I secolo a.C. (si praticava come esercizio militare).

La pratica natatoria, come quasi tutte le discipline sportive, scomparve nel Medioevo: l’immersione in acqua era spesso associata al rischio di epidemie e alla diffusione della peste. Tuttavia, nel 1538, l’umanista tedesco Nicolas Wynman scrisse il primo libro sul nuoto: “Colymbetes”.

La storia del nuoto prosegue alla fine del XIX secolo, quando fu rivalutato riscoprendone le virtù terapeutiche e correttive. La prima società di nuoto fu la National Swimming Society, fondata nel 1837 a Londra, il luogo in cui possiamo dire che nacque ilnuoto moderno agonistico. Le gare fecero parte del programma delle Olimpiadi moderne fin dalla loro prima edizione di Atene, nel 1896. Da quel momento questo sport si diffuse notevolmente, richiedendo la costruzione di nuove piscine e, addirittura, la creazione di un nuovo organismo di governo che regolasse il tutto: l’Amateur Swimming Association of Great Britain.

Due gli uomini inglesi i cui nomi sono rimasti indelebili nella storia di questo sport: Matthew Webb, che nel 1875 fu il primo a migliorare notevolmente le tecniche di nuoto e J. Arthur Trudgen il quale, durante un viaggio nell’America meridionale, notò che lo stile degli indigeni sviluppava una velocità maggiore e mise a punto lo “stile trudgen”; fino ad allora, infatti, si usava procedere con la nuotata a rana, mentre quello che l’inglese vide fu un anticipo dello stile crawl, sebbene egli si concentrò solo sulla differente bracciata (la “nuotata con doppio sollevamento delle braccia”) e non sul movimento delle gambe. Questo fu invece studiato da un terzo inglese, Frederick Cavill, osservatore più attento che constatò il movimento alternato dei piedi: con questa modifica i suoi figli, cresciuti in Australia, batterono tutti i record; qualcuno, per descrivere questo stile innovativo, lo definì così: “come strisciare (crawling) attraverso l’acqua”. A poco a poco questo stile, chiamato anche Cavill splash stroke o Australian splash, divenne noto come il crawl.

Un’impresa storica pare sia stata compiuta da un certo Guglielmini, nato in Val Vigezzo nel 1793: tenuto prigioniero su una nave inglese ancorata presso la costa della Gran Bretagna, approfittando di una notte di tempesta, si tuffò con l’obiettivo di raggiungere la costa francese ove giunse sfinito, toccando terra sulla spiaggia di Boulogne. Venti miglia separano Calais da Dover ma, trasportato dalla corrente, le miglia percorse furono sicuramente di più.

La prima traversata ufficiale della Manica è attribuita a Webb che, il 25 agosto del 1875, impiegò quasi 22 ore a coprire circa 38 miglia; ci mise quasi 3 ore per percorrere l’ultimo miglio, approdando inebetito dalla fatica.

Una notizia curiosa, che non può non essere citata parlando della storia del nuoto soprattutto in Italia, è che il primo italiano a scendere sotto la barriera del 1′ nei 100 m stile libero fu Carlo Pedersoli, meglio noto come Bud Spencer: lo fece con il tempo 59.50 nel lontano 1950, in una vasca da 25 m a Salsomaggiore.

 

Alcune delle informazioni che si trovano in questo articolo sono state estratte dal libro “Lo sport, le origini e i regolamenti” di Daniele Masala (ed. Caramanica 2016) | Questo portale non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.

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