La Storia Dei 200 Delfino (Progressione Del Record)

200 delfino aquatici

 

La farfalla nacque come evoluzione della rana, nel momento in cui gli atleti si resero conto che recuperare le braccia fuori dall’acqua piuttosto che sotto il suo livello aumentava la velocità. Nel momento in cui quasi nessuno nuotava più secondo lo stile canonico, fu introdotta la regola secondo la quale nella rana era vietato sollevare le mani sopra il livello dell’acqua e conseguentemente fu codificato un nuovo stile: il delfino.

Il delfino nasce come evoluzione della farfalla (nome che conserva a livello agonistico) e si differenzia soprattutto nell’azione della gambata: nella farfalla, infatti, le gambe si muovevano come nella rana, e per ogni bracciata era effettuata solo una gambata. In seguito, la FINA (Federazione internazionale del nuoto) proibì la gambata a rana permettendo solo la gambata dall’alto al basso con le gambe unite e sincrone.

I 200 metri delfino sono la distanza che ha caratterizzato la strepitosa carriera del più grande nuotatore di tutti i tempi, l’unico uomo che fino ad ora è stato capace di vincere otto medaglie d’oro stabilendo sette primati mondiali e un primato olimpico in una singola edizione dei Giochi Olimpici (Pechino 2008). Soprannominato il Cannibale di Baltimora (città dalla quale proviene), Michael Phelps, è l’icona del nuoto a livello mondiale.

Possiamo quindi suddividere la storia dei 200 metri delfino uomini in due fasi. La prima fase molto breve caratterizzata dal movimento delle gambe come nello stile della rana. La seconda fase caratterizzata dall’evoluzione dello stile e quindi dall’introduzione della gambata dall’alto verso il basso con le gambe unite e sincrone. La FINA riconosce i record del mondo appartenenti solo alla seconda fase, quindi a partire dal 1959.

 

Prima Fase – Gambata a rana

La prima fase della storia dei 200 farfalla uomini durò poco meno di due anni dal 17 settembre 1954 al 14 aprile 1956. I primi tre record mondiali furono stabiliti da nuotatori nipponici.

La storia dei record mondiali dei 200 farfalla si apre il 17 settembre 1954 quando il giapponese Jiro Nagasawa siglò il tempo di 2’21’’6. L’anno successivo, il 1 ottobre 1955, il suo connazionale Takashi Ishimoto migliorò il precedente record mondiale di otto decimo portandolo a 2’20’’8. Nagasawa, però, non si arrese e il 14 marzo 1956 si riprese il record mondiale stabilendo il tempo di 2’19’’3. Un mese dopo, il 14 aprile 1956, il record mondiale dei 200 farfalla uomini dovette trasferirsi negli Stati Uniti; a seguito del tempo nuotato da William Yorzik (2’16’’7).

Con questo record si concluse la prima fase dei record mondiali dei 200 farfalla uomini.

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Seconda Fase – Gambata dall’alto verso il basso con gambe unite e sincrone

Con il cambio del regolamento, inizialmente ci volle un po’ ai nuotatori per adattarsi al nuovo metodo di nuotata. Questo aspetto comportò un aumento dei tempi.

Nel 1959 la FINA riconobbe il primo record mondiale per quanto riguarda questa distanza. Il nuotatore statunitense, Michael Troy, con il suo 2’19’’0 siglato l’11 luglio 1959 fu il primo a cui fu riconosciuto il primato mondiale. Nello stesso giorno lo stesso nuotatore riuscì a migliorare il precedente limite mondiale da lui siglato nella fase eliminatoria del meeting tenuto a Los Altos negli Stati Uniti portandolo a 2’16’’4. Fino al 19 agosto 1961 il record mondiale dei 200 delfino fu detenuto da Michael Troy. In questi anni il nuotatore a stelle e strisce lo migliorò sei volte, quattro delle quali nel 1960 anno nel quale raggiunse l’apice della sua carriera salendo sul gradino più alto del podio ai Giochi Olimpici di Roma dove il 2 settembre 1960 siglò il tempo 2’12’’8.

 

Stati Uniti vs. Australia

Come in tante altre occasioni, anche in occasione di questa gara si verificò lo scontro tra due potenza assolute del nuoto mondiale Stati Uniti e Australia. Questa continua “battaglia” per la supremazia apporto miglioramenti straordinari alla tecnica della nuotata e di conseguenza ai tempi nuotati dai nuotatori.

Il 19 luglio 1961 Michael Troy si vedi strappare dalle mani il record del mondo dal suo connazionale Carl Robie che lo migliorò di due decimi 2’12’’6. Nel febbraio dell’anno successivo (1962) il record mondiale volò in Australia grazie a Kevin Berry che stabilì il tempo di 2’12’’5. Robie non si arrese e riuscì a riportare il record negli Stati Uniti l’11 agosto 1962 stabilendo il tempo di 2’12’’4. Lo stesso giorno il nuotatore statunitense migliorò nuovamente il limite mondiale portandolo a 2’10’’8. Nell’ottobre dello stesso anno il nuotatore australiano, Berry, si riprese il primato mondiale stabilendo il tempo di 2’09’’7. Il 12 gennaio 1963 Berry fece fermare il cronometro a 2’08’’4 stabilendo un nuovo record del mondo.

La lotta fra i due nuotatori non si concluse fino al 18 ottobre 1964 quando durante i Giochi Olimpici di Tokyo il nuotatore australiano stabilì il crono di 2’06’’6.

Il record mondiale di Berry resistette per tre anni fino all’apparizione sul panorama natatorio internazionale di uno dei più grandi nuotatori della storia, Mark Spitz. Il nuotatore statunitense il 26 luglio 1967 siglò il tempo di 2’06’’4. Da questo momento fino al 3 giugno 1976 fu un assolo di Spitz. In questi undici anni di dominio del nuotatore a stelle e strisce il record mondiale dei 200 delfino fu battuto undici volte (tre delle quali non da Spitz ma da suoi rivali storici: John Ferris (30 agosto 1967 – 2’06’’0), Gary Hall Sr. (22 agosto 1922 – 2’05’’0), Hans Fassnacht (31 agosto 1971 – 2’03’’3). Spitz raggiunse l’apice della sua carriera ai Giochi Olimpici di Monaco nel 1972 durante i quali si aggiudicò sette medaglie d’oro e stabilì il tempo di 2’00’70.

 

Prima volta sotto i due minuti nei 200 Delfino

Il 3 giugno 1976 comparse nel panorama internazionale dei 200 delfino anche l’Europa con il nuotatore tedesco Roger Pyttel che stabilì nella fase eliminatoria di una competizione tenuta a Berlino il tempo di 2’00’’21. Lo stesso Pyttel nella finale dello stesso meeting scese per la prima volta sotto il muro dei due minuti siglando il crono di 1’59’’63.

Durante i Giochi Olimpici di Montréal dello stesso anno (1976) il record mondiale volò nuovamente negli stati uniti grazie al tempo conseguito da Mike Brunner (1’59’’23). Il limite mondiale fu imbattuto per quattro anni fino al 1980 quando il suo connazionale Craig Beardsley lo migliorò di un secondo e due centesimi portandolo a 1’58’’21. L’anno successivo (1981) il nuotatore statunitense lo migliorò nuovamente di due decimi (1’58’’01).

Durante i Campionati europei del 1983 tenuti a Roma il record del mondo tornò nell’antico continente in seguito al tempo conseguito dal nuotatore tedesco Michael Gross (1’57’’05). Il record resistette fino alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 durante le quali il nuotatore australiano, Jon Sieben, vinse stabilendo il crono di 1’57’’04; solo un centesimo meglio del precedente record.

Gross non si arrese e il 29 giugno 1985 fece fermare il cronometro al tempo di 1’57’’01. Fra il 1985 e il 1986 il nuotatore tedesco migliorò il limite mondiale altre due volte facendolo giungere il 28 giugno 1986 al crono di 1’56’’24. Questo crono rimase in testa alle classifiche mondiali per cinque anni fino ai Campionati Mondiali di Perth 1991 durante i quali il nuotatore statunitense Melvin Stewart siglò il tempo di 1’55’’69 stabilendo così il nuovo record mondiale.

Quattro anni dopo, il 14 giugno 1995, il nuotatore russo Denis Pankratov nuotò il tempo di 1’55’’22. Ci vollero cinque anni prima che un altro nuotatore riuscì a migliorare nuovamente il limite mondiale questo successe il 17 giugno 2000 quando il nuotatore a stelle e strisce, Tom Malchow, siglò il tempo di 1’55’18; quattro centesimi meglio del precedente record.

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L’era del Cannibale di Baltimora

Michael Phelps fece la sua prima apparizione in campo internazionale ai Giochi Olimpici di Sydney nel 2000 nei quali partecipò alle gare dei 200 delfino, 200 e 400 metri misti. Nei 200 delfino si piazzò quinto. La consacrazione nel panorama natatorio internazionale si ebbe nel 200,1 anno nel quale siglò il suo primo record mondiale dei 200 delfino con il tempo di 1’54’’92. Durante i Mondiali di Fukuoka dello stesso anno conquistò il gradino più alto del podio stabilendo un nuovo primato mondiale (1’54’’54). Da questo momento fu un assolo del Cannibale di Baltimora che rivoluzionò il nuoto e soprattutto lo stile del delfino in particolare la distanza dei 200. Anno dopo anno migliorò sempre più il suo record diventando campione indiscusso della distanza. Raggiunse l’apice della sua carriera durante i Campionati Mondiali di Roma nel 2009 nei quali nuotò il tempo di 1’51’’51 (tutt’ora Record Mondiale).

Continuò a dominare la distanza fino ai Giochi Olimpici di Londra nei quali fu battuto dal nuotatore sudafricano Chad Le Clos. Il nuotatore statunitense decise così di prendersi una pausa dal nuoto dedicandosi ad altre attività come il golf che da sempre lo appassionavano. Nel 2014 il ritorno al suo vecchio amore, il nuoto. Durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 di riprese la corona dei 200 delfino nuotando il tempo di 1’53’’36.

Dopo quell’edizione dei Giochi Olimpici decise di ritirarsi definitivamente per dedicarsi alla famiglia ma comunque prese la decisione di rimanere a contatto con il mondo del nuoto continuando a migliorare la marca da lui creata, MP.

Phelps nella sua carriera conquistò 28 medaglie olimpiche 23 delle quali d’oro.

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