La Storia dei 100 metri Rana (Progressione del record)

Storia dei 100 metri rana

Prima di andare a vedere la progressione del record dei 100 metri rana (uomini) bisogna vedere qual è la storia di questo stile.

La storia della rana può essere suddivisa in tre fasi. La prima fase che comprende gli anni dal 1907, anno nel quale fu stabilito il primo record del mondo, al 1952. In questo periodo lo stile era denominato Rana-farfalla. La seconda fase, o fase di transizione, comprende gli anni dal 1953 al 1955, in questo periodo si verifica la separazione tra rana e farfalla. La terza fase è quella che ci permette di approdare alla rana moderna, la rana che tutt’ora vediamo nuotare.

La rana è considerato lo stile più faticoso e complesso. Di origine orientale, fa la sua comparsa per la prima volta in Europa nel 1844 a Londra quando due nuotatori indiani nuotano una gara utilizzando uno stile primordiale della rana.

 

Periodo Rana-Farfalla

Primo record 100 metri rana – periodo europeo

Ripercorriamo la storia di questo stile nella distanza dei 100 metri al maschile che per i primi 20 anni rimase in territorio europeo. Il primo record mondiale nei 100 metri rana fu siglato dall’atleta ungherese András Baronyi il quale partecipò ai Giochi Olimpici del 1908 e a quelli del 1912 sia come nuotatore che come corridore, il 17 novembre 1907 a Vienna, il nuotatore ungherese fece fermare il cronometro al tempo di 1’24’’0. Detenne il record per due anni fino al 30 settembre 1909 quando il belga Félicien Courbet lo riuscì a migliorare di un secondo e quattro decimi portandolo a 1’22’’6. L’anno successivo il record tornò però in territorio ungherese con Odon Goldi che lo migliorò di altri otto decimi (1’21’’8). Nello stesso anno il record del mondo fu migliorato altre due volte dal tedesco Walter Bathe che lo portò il 18 dicembre 1910 al tempo di 1’17’’8. Questo miglioramento risultò impossibile da battere per oltre un decennio. Il 24 maggio 1921 il suo connazionale Wilhelm Lützow riuscì a migliorare il decennale record mondiale (1’16’’8). Per altri sei anni il record mondiale dei 100 rana rimase in territorio tedesco, l’ultimo detentore del record di nazionalità tedesca fu Heinz Faust che il 5 dicembre 1926 a Strasburgo stabilì il tempo di 1’15’’6.

 

Il 28 ottobre 1927 a New York il nuotatore canadese, Walter Spence, strappò il record all’ungherese migliorandolo di un secondo e sei decimi (1’14’’0). Ci vollero cinque anni prima che un altro nuotatore europeo riuscì a riportare il record nell’antico continente. Si tratta di un nuotatore francese, Jacques Cartonnet, che fra il 1932 e il 1933 riuscì a migliorare il limite mondiale ben tre volte facendolo giungere l’8 febbraio 1933 a 1’12’’6. Dopo questa breve parentesi europea il record del mondo dei 100 rana dovette volare oltreoceano. Lo statunitense John Higgins il 22 febbraio 1935 stabilì il tempo di 1’10’’8 per poi migliorarlo nuovamente l’anno successivo portandolo a 1’10’’0.  Il francese, Jacques Cartonnet, non si arrese e il 6 agosto 1937 migliorò nuovamente il record (1’09’’8). Il record fu migliorato nel 1938 da un nuotatore tedesco (1’09’’5) e nel 1939 da un nuotatore statunitense (1’07’’3). Questo record resistette per un decennio per poi essere battuto dal nuotare rappresentante l’Unione Sovietica Leonid Meškov, che tra il il 1949 e il 1951 migliorò il limite mondiale cinque volte, giungendo al culmine il 5 maggio 1951 quando fece fermare il cronometro a 1’06’’5. L’anno successivo il nuotatore tedesco Herbert Klein portò il record mondiale della distanza dei 100 rana a 1’05’’8. Con questo tempo si chiuse la prima fase della storia della rana.

 

Separazione della Rana dalla Farfalla

Con questo cambio del regolamento per quanto riguarda l’esecuzione di questo stile si verificò un aumento generale dei tempi nuotati dagli atleti ai vertici mondiali. Il primo record mondiale nei 100 metri rana di questo nuovo breve periodo di transizione fu stabilito dal rappresentante dell’Unione Sovietica, Vladimir Minaškin, che siglò l’11 febbraio 1953 il tempo di 1’11’’9. Dodici giorni dopo il 23 febbraio 1953 il stesso nuotatore migliorò il suo precedente record di sette decimi (1’11’’2). Lo stesso anno, il 18 ottobre il polacco, Marius Petrusewicz, strappò il record mondiale al nuotatore russo stabilendo il tempo di 1’10’’9. I due nuotatori si trapparono il record a vicenda nel 1954. Vincitore del conflitto risultò il nuotatore polacco che siglò il tempo di 1’09’’8. Successivamente il record mondiale dei 100 rana si spostò nel paese del sol levante. Il nuotatore giapponese, Masaru Furukawa il 1 ottobre 1955 a Tokyo stabilì il tempo di 1’08’’2. Così si concluse anche questo periodo di transizione che ci catapulterà nel panorama della rana contemporanea.

 

Rana Contemporanea

Come avvenuto precedentemente anche con l’inizio di questo nuovo periodo si verificò un peggioramento generale dei tempi nuotati dai nuotatori dovuto al cambio del regolamento e quindi alla modifica tecnica dello stile.

Il primo detentore del record mondiale di questa nuova fase fu un cecoslovacco, Viteslav Svozil, che il 1 maggio 1957 siglò nei 100 metri rana  il tempo di 1’12’’7. Lo stesso giorno il record fu battuto dal cinese Chi Lieh-Yung che lo portò a 1’11’’6. Lo stesso anno (1957) il record del mondo fu battuto un’altra volta da un nuotatore dell’Unione Sovietica, Vladimir Minaškin, che il 15 settembre 1957 migliorò il limite mondiale di un decimo (1’11’’5). Ci vollero quattro anni prima che il limite mondiale fu migliorato ulteriormente. Il 1961 fu un anno di grandi miglioramenti cronometrici, solo durante quest’anno il limite mondiale fu abbassato ben otto volte, sei delle quali dal nuotatore statunitense, Chet Jastremski, che lo portò il 20 agosto a 1’07’’5.

Successivamente il record volò in Unione Sovietica dove ci rimase per tre anni, dal 1964 al 1967. In questi anni il record nei 100 metri rana fu migliorato tre volte e fu portato a 1’06’’7 il 3 settembre 1967 da Vladimir Kosinskij. Dopo un breve parentesi brasiliana il record mondiale il 18 aprile 1968 tornò in Unione Sovietica, a seguito del 1’05’’8 siglato da Nikolaj Pankin, dove rimase fino al 29 agosto 1972 quando il nuotatore statunitense John Hencken nella prima semifinale dei 100 rana ai Giochi Olimpici di Monaco portò il limite mondiale a 1’05’’68. Nella seconda semifinale il giapponese, Nobutaka Taguchi, lo migliorò nuovamente fino a 1’05’’13. Il giorno seguente, 30 agosto 1972, lo stesso giapponese riuscì ad abbassare il record mondiale nuovamente portandolo a 1’04’’94. Il nuotatore statunitense non si arrese e fra il 1973 e il 1976 riuscì a migliorare il record mondiale ben sei volte facendolo giungere ad 1’03’’11 il 20 luglio 1976 in occasione dei Giochi Olimpici di Montreal. L’anno successivo durante i campionati europei tenuti in Svezia il record mondiale fu migliorato dal nuotatore tedesco Gerald Mörken (1’02’’86); per poi tornare nuovamente nel continente americano dove rimase fino al 1989. In questi anni il record mondiale fu migliorato sei volte cinque delle quali dallo stesso nuotatore, Steve Lundquist, che ai Giochi Olimpici di Los Angeles il 25 giugno 1984 fece arrivare il limite mondiale a 1’01’’65.

Ci vollero cinque anni prima che il nuotatore britannico Adrian Moorhouse ai campionati europei di Bonn il 15 agosto 1989 riuscì a migliorare il limite mondiale portando a 1’01’’49; eguagliato due volte nell’anno successivo dallo stesso nuotatore britannico e due anni dopo dal nuotatore ungherese Norbert Rózsa nelle batterie dei campionati mondiali di Perth; nella finale della stessa gara il nuotatore ungherese migliorò il record mondiale di quattro centesimi (1’01’’45). Nello stesso anno ai campionati europei di Atene il 20 agosto 1991 il nuotatore ungherese migliorò nuovamente il record portandolo a 1’01’’29.

Il record mondiale si avvicinò sempre di più al limite del minuto netto negli anni successivi e si raggiunse l’abbattimento di questo limite il 28 giugno 2001.

 

 

Prima volta sotto il muro del minuto

Il 28 giugno 2001 il nuotatore russo, Roman Sludnov, fu il primo a scendere sotto il muro del minuto nei 100 metri rana. Il nuotatore russo stabilì il tempo di 59’’97, lo stesso nuotatore neanche un mese dopo il 23 luglio 2001 ai campionati mondiali disputati a Fukuoka riuscì a migliorarlo di 4 centesimi (59’’94). Due anni il 21 luglio 2003 ai campionati mondiali di Barcellona il giapponese Kosuke Kitajima (campione olimpico dei 100 metri e dei 200 metri rana alle olimpiadi di Atene 2004 e Pechino 2008) migliorò il record di due decimi portandolo a 59’’78.  L’anno successivo fu la volta di Brenden Hansen, nuotatore di origini statunitensi, che l’8 luglio 2004 fece giungere il record mondiale a 59’’30. Due anni dopo il 2 agosto 2006 lo stesso Hansen migliorò nuovamente il record portandolo a 59’’13. Ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 Kosuke Kitajima abbatté anche il limite dei 59’00 siglando il tempo di 58’’91. L’anno successivo ai campionati mondiali di Roma 2009 fu la volta dell’australiano, Brenton Rickard, che il 27 luglio 2009 fece fermare il cronometro a 58’’58. Ci vollero quattro anni prima che il record mondiale fu migliorato nuovamente. Il 29 luglio 2012 in occasione dei Giochi Olimpici di Londra il nuotatore sudafricano Cameron van der Burgh migliorò il record di un decimo (58’’46).

Questo nuovo limite mondiale resistette tre anni fino all’apparizione di un giovane nuotatore britannico, Adam Peaty, nel panorama internazionale della rana mondiale. Il giovane nuotatore dal fisico statuario si dimostrò pronto per ricevere lo scettro di sovrano assoluto della rana mondiale e europea. Dal 17 aprile 2015, giorno nel quale Peaty stabilì il suo primo record mondiale nei 100 metri rana in 57’’92, il giovane britannico risulta imbattuto nelle distanze dei 50 metri e dei 100 metri rana. Dopo lo strepitoso 57’’92 il britannico riuscì a migliorare il suo limite mondiale durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 ben due volte portandolo a 57’’13.

 

Ripercorrendo la storia e l’evoluzione di questo stile ed in particolare della distanza dei 100 metri rana, possiamo notare che il record mondiali è stato battuto ben 81 volte e migliorato di 26 secondi e 87 centesimi.

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